Bitcoin è una passione e come tutte le passioni infiamma gli animi. Aver vissuto le vicissitudini di Bitcoin degli ultimi anni rende molto difficile essere imparziali.
Per questo motivo queste righe sono fredde, senza nomi e senza opinioni. Non scrivo di prezzo, di valore, di potenza di hash, di community, di principi, di vision e di nulla che sia interpretabile.
L’intenzione è quella di riuscire a dare una breve e oggettiva storia della blockchain di Bitcoin alla luce degli scritti di Satoshi.
Non farò nomi. Elencherò solamente i fatti salienti. Chi conosce la storia di Bitcoin riuscirà ad associare velocemente i nomi delle monete alle varie storie. Per chi invece è da poco nell’ambiente, una rapida ricerca su Google utilizzando le date riportate dovrebbe essere in grado di chiarire tutto.
Le citazioni sono per quelli che vogliono verificare che quanto ho scritto corrisponde al vero.
Cominciamo.
Bitcoin nasce il 31 ottobre 2008 con la pubblicazione di un documento di 9 pagine a nome dello pseudonimo Satoshi Nakamoto.
Nel documento si parla di un sistema per transazioni 'cash', di denaro contante, da pari a pari, quindi senza bisogno di un mediatore.
Nel documento Satoshi Nakamoto descrive a grandi linee cosa è Bitcoin, quali sono i problemi che si prefigge di risolvere e i principi fondamentali di funzionamento.
Il 3 gennaio 2009 viene minato il primo blocco della catena, il cosiddetto Genesis Block e con esso vengono generati i primi 50 bitcoin.
Nel luglio del 2010 Satoshi Nakamoto introduce una limitazione alle dimensioni massime raggiungibili da un blocco: 1MB. Questa modifica limita il numero massimo di transazioni registrabili sulla blockchain a circa 2000 ogni 10 minuti, ovvero poco più di 3 al secondo.
Le motivazioni di questo gesto sono oggetto di diatribe, successivamente però Satoshi spiegherà come rimuovere il limite:
“It can be phased in, like:
if (blocknumber > 115000)
maxblocksize = largerlimit
Può essere implementato nel codice così:
se il numero del blocco è maggiore di 115000 allora la massima dimensione del blocco sarà un numero più grande.

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Il codice sorgente rilasciato da Satoshi Nakamoto descrive Bitcoin come un meccanismo molto sofisticato, le cui transazioni possono essere costruite secondo le diverse esigenze tramite un linguaggio di scripting studiato appositamente.
In un messaggio del 17 giugno 2010 si legge: https://bitcointalk.org/index.php?topic=195.msg1611#msg1611
“The nature of Bitcoin is such that once version 0.1 was released, the core design was set in stone for the rest of its lifetime. Because of that, I wanted to design it to support every possible transaction type I could think of.”
La natura di Bitcoin è tale che quando la versione 0.1 è stata rilasciata, il suo disegno fondamentale è stato inciso nella pietra per il resto della sua esistenza. A causa di ciò ho voluto progettarlo in modo da poter supportare qualsiasi possibile tipo di transazione potessi pensare.
Negli anni successivi molte delle funzioni (OP_CODE) contenute nel linguaggio script di Bitcoin sono state rese inutilizzabili e bloccate.

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Nel 2015 viene introdotta una funzionalità che permette di sostituire transazioni già pubblicate con altre più recenti a patto che le commissioni delle seconde siano più elevate e che le prime non siano già state inserite in un blocco.
Nel whitepaper si legge:
“For our purposes, the earliest transaction is the one that counts, so we don't care about later attempts to double-spend.”
Per i nostri scopi, la prima transazione è quella che conta, quindi non ci interessano successivi tentativi di doppia spesa (tentativi di spendere nuovamente quanto già speso)

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Il 1 agosto 2017, al blocco numero 478559, la catena di Bitcoin si separa in due, da quel momento diversi miner cominciano a costruire blocchi diversi e incompatibili tra loro.
Nascono due catene, ognuna con le sue peculiarità.
Su una catena i miner possono costruire blocchi più grandi di 1MB e viene tolta la possibilità di sostituire una transazione esistente con un’altra che paga tasse più alte, viene in sostanza rimossa la modifica introdotta nel 2015.
Sull’altra catena invece le dimensioni massime del blocco rimangono fissate a 1MB ma vengono rese possibili transazioni di un nuovo tipo. Questo nuovo tipo di transazioni permette di spostare la firma digitale del mittente al di fuori della transazione, in pratica le transazioni saranno ancora collegate tra di loro ma senza le rispettive firme. Questo permette di recuperare spazio sul blocco, così da riuscire ad alloggiarvi un numero più alto di transazioni.
Nel whitepaper si legge:
“We define an electronic coin as a chain of digital signatures.”
Definiamo una moneta (gettone) elettronica come una catena di firme.

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Il 15 novembre del 2018 una di queste due catene si biforca nuovamente.
Un ramo aumenta ulteriormente le dimensioni massime del blocco e ripristina alcune delle funzionalità (OP_CODE) bloccate nei primi anni di vita di Bitcoin. L’altro ramo introduce una nuova funzione al linguaggio di script e impone che le transazioni all'interno dei blocchi comincino ad essere ordinate in ordine alfabetico.
Nel witepaper si legge:
“To accomplish this without a trusted party, transactions must be publicly announced [1], and we need a system for participants to agree on a single history of the order in which they were received.“
Per ottenere ciò senza avere fiducia in un'entità terza le transazioni devono essere annunciate pubblicamente, e ci serve un sistema che permetta ai partecipanti di concordare su un unico ordine storico di ricezione delle stesse.

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BVi sono state altre biforcazioni della catena di Bitcoin ma queste sono le uniche meritevoli di attenzione.
Le tre blockchain stanno ora seguendo strade distinte, ognuna con una filosofia e una visione diversa.
Inoltre tutte e tre le blockchain hanno origine dal Genesis Block del 2009 e arrivano ai giorni nostri.
Ora, in base a quanto riportato, chiunque dovrebbe essere in grado di riconoscere il percorso più coerente con quanto scritto da Satoshi Nakamoto, ovvero la catena che ha più diritto di chiamarsi Bitcoin.
 

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